agopuntura.it

Audizione AIA XII Commissione Affari Sociali

XII COMMISSIONE PERMANENTE

(Affari sociali)

INDAGINE CONOSCITIVA IN MATERIA DI POLITICHE

DI PREVENZIONE ED ELIMINAZIONE DELL’EPATITE C

 

STATO DELL’ARTE DELL’AGOPUNTURA IN ITALIA

L'agopuntura è iniziata a diffondersi in Italia nel dopoguerra  ma allora erano una "elite", sia coloro che la praticavano, sia chi la sceglieva come cura a cui sottoporsi. Aleggiava un alone di mistero e forse anche di "stregoneria" intorno a questa tecnica orientale. 

A partire dagli anni '80 c'é stata una reale ed ampia diffusione in tutta l'Italia, specie nei grandi centri cittadini. 

Nel 1984 la nostra Associazione ha aperto il primo Ambulatorio italiano all'interno di una struttura pubblica (allora USL-Rm1) e, parallelamente, due Scuole di formazione triennali per medici, presso l'Ospedale Nuovo Regina Margherita e S. Giovanni di Roma. Queste strutture sono state operative per circa otto anni. 

Oggi le recenti statistiche calcolano che circa 6 milioni di italiani l'anno ricorrono all' Agopuntura ed altri 6 milioni, alle altre Medicine non Convenzionali: Omeopatia, Fitoterapia, medicina Ayurvedica, Chiropratica, Osteopatia ecc. 

L’Agopuntura in Italia è considerata "atto medico", come stabilito dalla Corte di cassazione nel 1982 (sentenza n. 7176 del 19 luglio) e che l'esercizio della stessa è riservato ai medici chirurghi e odontoiatri in possesso dell'abilitazione alla professione, concetto ribadito nel 2002 dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri. La posizione, espressa dal massimo organismo della professione, ribadisce che le uniche figure abilitate ad esercitarla sono i medici chirurghi e odontoiatri, formati secondo gli ordinamenti didattici della medicina convenzionale e solo successivamente resi esperti attraverso rigorosi e specifici percorsi formativi definiti da istituzioni e soggetti pubblici e privati, a tale scopo accreditati. 

 L’agopuntura è regolamentata in Toscana, insieme all’omeopatia e alla fitoterapia, da una legge regionale (2007).

E’ la stessa Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella riunione del 20 dicembre 2012 ad approvare con un documento sulla regolamentazione dell’esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia da parte dei medici. Adesso il testo della Conferenza Stato Regioni è stato recepito e molte Regioni italiane si sono adeguate a questo accordo.

LE EVIDENZE SCIENTIFICHE.

D'altro canto la medicina ufficiale, basata sull'evidenza scientifica, è contraria al riconoscimento di quei trattamenti la cui efficacia non sia supportata da evidenze scientifiche.   Ma il “buon senso”, a mio avviso, è anch’esso un’evidenza scientifica: se l’agopuntura esiste da millenni e milioni di persone continuano ad utilizzarla è perché essa aiuta la gente a star meglio! Per aggiunta non mancano di certo migliaia di lavori seri a livello internazionale che dimostrino gli effetti dell’Agopuntura in certe patologie (Medline ecc).

Solo alcuni aspetti vogliamo citare in questa sede.

          1) della nausea e del vomito che accompagnano un'operazione o la chemioterapia;

          2) dei dolori conseguenti a interventi sui denti;

          3) di dolori cronici quali artrosi, mal di schiena o mal di testa;

          4) dell'insufficienza renale, con il conseguente recupero parziale della funzionalità d'organo;

          5) di periartriti scapolo-omerali, sciatalgie e lombo-sciatalgie che non sono state risolte con le terapie classiche.

                    6) nei disturbi del sonno

          7) Come terapia di supporto nel paziente oncologico

8) Cefalee: l’Agopuntura nel trattamento dell’emicrania ha un profilo di sicurezza nettamente migliore rispetto ai farmaci e anche per questo l’invito a leggere, sempre a titolo esemplificativo, il confronto tra Agopuntura e topiramato in termini di efficacia e di effetti collaterali sia per la numerosità degli eventi sia per la loro gravità, pubblicato su Cephalalgia del 2011.

l’Agopuntura ha un buon rapporto costo-efficacia ed è in grado di far risparmiare risorse economiche, BMJ 2004 .

l’Agopuntura è inserita come trattamento efficace nelle linee guida italiane per la cura dell’emicrania.

il National Institute for Health and Care Excellence, UK, nelle sue linee guida (Nice Headache Guideline, 2015), indica proprio l’Agopuntura come trattamento profilattico per le emicranie di tipo muscolotensivo mettendo in guardia contro l'abuso di farmaci.

l’Agopuntura come trattamento dell’emicrania è inserita nei LEA regionali di alcune regioni, ad esempio la Toscana e l’Emilia-Romagna

Ma vanno certamente incrementate le ricerche su larga scala e ciò sarà possibile soltanto quando lo Stato potrà stanziare fondi per la ricerca e questo non potrà mai accadere in mancanza di una regolamentazione legislativa a monte.

IL RISCHIO DI INFEZIONI.

Revisione e integrazione n.°5 di giugno 2014 del Documento dell’OMS

 WHO/EDM/TRM 99.1 Distr.:General English only

L’agopuntura, in mani esperte, è generalmente una procedura sicura con pochi rischi e poche controindicazioni. La forma più comunemente utilizzata consiste nell’introduzione di aghi nella cute e può essere comparata a un’iniezione sottocutanea o intramuscolare. Tuttavia vi è sempre un rischio potenziale di trasmissione d’infezioni da un paziente all’altro (es. HIV, o virus dell’epatite) o di introdurre organismi patogeni. La sicurezza in agopuntura richiede, pertanto, una costante vigilanza nel mantenere elevati standard d’igiene, sterilità e asepsi nella tecnica. Vi sono inoltre altri rischi che potrebbero non essere previsti o prevenuti verso i quali l’agopuntore deve essere, però, preparato. Queste includono rottura di aghi, reazioni indesiderate, dolori o disagi, lesioni non volute a organi importanti e, ovviamente, alcuni rischi associati ad altre forme di terapia (elettroagopuntura, moxibustione, coppettazione, agopuntura cutanea, tecnica del sanguinamento, magnetoterapia) che sono classicamente inglobate sotto il nome di agopuntura. Infine, vi sono dei rischi dovuti a un training inadeguato dell’agopuntore. Questi includono un’inappropriata selezione dei pazienti, errori di tecnica, incapacità nel riconoscere controindicazioni e complicanze e incapacità di agire, in maniera appropriata, quando queste insorgono.

  1. PREVENZIONE DELLE INFEZIONI

Come per le iniezioni sottocutanee o intramuscolari, per evitare le infezioni in agopuntura, è necessario:

    Un ambiente di lavoro pulito.

    Il lavaggio delle mani dell’agopuntore.

    Preparazione del sito di puntura.

    Uso di aghi e di equipaggiamento sterile e soprattutto a aghi “monouso”.

    Adeguata conservazione del materiale da utilizzare.

    Tecnica asettica.

    Aghi monouso.

1.1 Igiene dell’ambiente di lavoro

La stanza dove si esegue il trattamento non deve essere né sporca né polverosa, deve avere una speciale zona di lavoro come un tavolino, coperto da un telo pulito, sul quale possa essere poggiato l’equipaggiamento sterile. Tale equipaggiamento include serie di aghi, batuffoli o stick di cotone idrofilo e alcol denaturato. La stanza dove è eseguito il trattamento deve essere fornita di luce e ventilazione adeguata.

1.2 Pulizia della mani

L’agopuntore deve sempre lavarsi mani prima di trattare un malato. Il lavaggio delle mani, immediatamente prima della procedura, è di particolare importanza nel prevenire le infezioni e deve includere un accurato insaponamento delle mani, uso dello spazzolino sopra le mani e sotto le unghie e il risciacquo sotto l’acqua corrente per almeno quindici secondi. Infine l’accurata asciugatura con un tovagliolo di carta pulito. L’uso di guanti chirurgici sterili o di dispositivi individuali per le dita è raccomandato per la protezione sia del paziente che dell’agopuntore in modo particolare se quest’ultimo ha tagli o abrasioni. Coloro che hanno lesioni infette sulle mani non dovrebbero esercitare la pratica fin quando non sono guariti. Si raccomanda, nella maniera più assoluta, l’uso di guanti nei casi in cui sia stato accertato che il paziente è o possa essere portatore di virus altamente trasmissibili come l’HIV, l’HBV e l’HCV.

1.3 Preparazione del sito di puntura

Il sito di puntura deve essere pulito, privo di tagli, ferite o zone infette. Il punto deve essere strofinato con alcol etilico o isopropilico al 70%, procedendo dal centro alla periferia utilizzando un movimento di scrabbing rotatorio e permettendo all’alcol di asciugarsi.

1.4 Sterilizzazione e conservazione di aghi ed equipaggiamento

La sterilizzazione è richiesta per tutti gli aghi (filiformi, a fiore di pruno, a sette stelle, sottocutanei), le coppette e per tutto il resto dell’equipaggiamento da utilizzare (forbici, tubi guida per aghi, cotone idrofilo etc.).

Sono fortemente raccomandati gli aghi con guida monouso in tutte le circostanze. Il fatto comunque di utilizzare materiale sterile non deve distogliere la vigilanza dell’agopuntore dall’eseguire una tecnica asettica in tutti gli altri aspetti della pratica clinica. Tutti gli aghi monouso devono essere scartati immediatamente dopo il loro uso e gettati in un apposito contenitore. Ogni ago filiforme sterile deve essere utilizzato per pungere un solo punto una sola volta. Il martelletto e gli aghi a stella a sette punte possono essere usati ripetutamente sullo stesso paziente ma devono essere sterilizzati prima di essere utilizzati su di un altro paziente o, in alternativa, possono essere utilizzate delle testine monouso. Le procedure di sterilizzazione devono essere conformi a quelle descritte in appendice e l’agopuntore ha la responsabilità nell’assicurare che questi standard siano mantenuti.

1.5 Tecnica asettica

L’astina dell’ago deve essere mantenuta in sterilità prima dell’inserimento. Gli aghi devono essere manipolati in modo che le dita dell’agopuntore non la tocchino. Se vi è difficoltà nell’inserire l’ago lungo, prendendolo solo per la testa, come, ad esempio, per pungere 30 GB o 54 BL, l’asta può essere tenuta con una pallina di cotone o con una garza sterile. L’uso di guanti sterili o di proteggi dita sterili rende più facile il manipolare gli aghi senza contaminarli. Nel ritirare l’ago una pallina di cotone sterile deve essere usata per comprimere la cute sul sito di inserzione dell’ago proteggendo così la superficie cutanea lesa dal contatto con potenziali patogeni e l’agopuntore dall’esposizione all’ago usato ed ai fluidi corporei del paziente. Tutte le compresse o le palline di cotone contaminate da sangue o da liquidi corporei devono essere smaltite in speciali contenitori.

1.5 Qualità degli aghi

L’acciaio di tipo stainless è il materiale di scelta per gli aghi di agopuntura. Ognuno di essi deve essere controllato prima dell’uso. Se risulta piegato, con l’astina erosa, con la punta a forma di uncino o arrotondata (non tagliente) l’ago è difettoso e deve essere scartato. Si auspica che la qualità di manifattura degli aghi da agopuntura sia controllata dal Ministero della Salute.

CONCLUSIONI.

L’Agopuntura, se praticata da personale medico competente è praticamente priva di rischi infettivi e quindi non c’è motivo che essa venga inclusa tra le terapie a rischio.

Mike Cummings, della British Association of Medical Acupuncturists, ritiene che il rischio di effetti secondari pesanti dovuti all’agopuntura sia di 1:200.000. In linea di massima può quindi ritenersi che l’agopuntura sia sicura. Tuttavia sono ancora molti i Paesi, come la Gran Bretagna, in cui non vi sono controlli di alcun genere. In alcuni Paesi, insomma, chiunque può autoproclamarsi agopunturista. In altri Stati, come l’Italia, occorre invece possedere la qualificazione professionale di medico o veterinario. La questione, a tal riguardo, concerne primariamente la necessità di utilizzare strumenti sterilizzati, che quindi escludono il rischio di infezione. Altro punto da considerare è anche il fatto se chi pratica l’agopuntura si senta in obbligo di seguire gli specifici criteri qualitativi esistenti anche dopo aver ricevuto la formazione propedeutica necessaria.(Dr. Julia Hofmann, Redazione DocCheckNews 02.06.2010)

Roma, 19 novembre 2019

Il Presidente                                                                         Il Delegato AIA

Dott. Franco Menichelli                                                     dott. Vittorio Vitalone

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