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L'Agopuntura nella malattia di Crohn

La malattia di Crohn è una patologia infiammatoria intestinale caratterizzata da dolore addominale, diarrea, ostruzioni intestinali, presenza di masse addominali, affaticamento, nausea, ulcerazioni buccali e molti altri disturbi del sistema gastro-intestinale. Demograficamente ne sono affetti, in maniera sproporzionata, la popolazione Scandinava ed Ebraica Ashkenazita.
La malattia di Crohn spesso interessa il colon, l’ano e l’ileo terminale (la superficie distale dell’intestino tenue di collegamento con il cieco). Ulcerazioni intestinali profonde con una distribuzione irregolare in tutto il sistema gastro-intestinale aiutano a distinguere la malattia di Crohn dalla colite ulcerosa.
Il morbo di Crohn ha una distribuzione serpiginosa dell’infiammazione laddove la colite ulcerosa ha, invece, una distribuzione infiammatoria contigua.
Nella moderna ricerca, l’agopuntura e la moxibustione hanno dimostrato di migliorare il punteggio del CDAI (Chron’s Disease Activity Index - Indice di attività della malattia di Crohn). Quest’ultimo è un metodo di misurazione delle risposte cliniche ai farmaci ed alle procedure mediche basato sulla quantificazione delle risposte e delle remissioni di malattia.
Gli studiosi hanno osservato che le ricerche dimostrano che l’agopuntura, nei pazienti, migliora il punteggio dell’indice di attività della malattia, la qualità della vita, incrementa i livelli di emoglobina e ne riduce quelli di PCR.
La PCR viene determinata da un test ematico e quantifica i livelli infiammatori; gradi elevati indicano infiammazione, spesso a causa di infezioni o patologie croniche. La ricerca ha dimostrato che, in pz con malattia di Crohn, l’agopuntura riduce, significativamente, i livelli di PCR.
Con l’aiuto di un microscopio a fluorescenza Olympus gli studiosi hanno appreso come l’agopuntura e la moxibustione inducano una potente risposta antiinfiammatoria in pazienti con morbo di Crohn. Una conferma dei benefici indotti si manifesta attraverso la comparazione di una biopsia intestinale effettuata prima e dopo il trattamento. Prima i pazienti mostravano un livello, significativamente, elevato di cellule giganti, multinucleate, riunite in granulomi; cellule infiammatorie e necrotiche avevano infiltrato il centro dei granulomi e l’epitelio mucoso era o danneggiato o completamente assente e le ghiandole contenevano cellule giganti multinucleate, necrotiche ed infiammatorie.
Dopo il trattamento con agopuntura e moxibustione sono stati documentati notevoli miglioramenti e si è osservato che “la mucosa epiteliale intestinale era intatta, le ghiandole intestinali erano di nuovo organizzate ed era diminuita l’infiltrazione infiammatoria cellulare”.
Gli studiosi hanno rilevato con accuratezza i meccanismi biologici regolati dall’agopuntura e dalla moxibustione che hanno ottenuto risultati clinici di successo. Ciò che hanno scoperto è stato che l’agopuntura e la moxibustione inducono una risposta omeostatica sul piano cellulare; alleviano l’infiammazione intestinale attraverso la regolazione della proporzione della risposta infiammatoria delle cellule.
Sono stati riscontrati livelli normali di cellulle proinfiammatorie Th17 ed antiinfiammatorie Treg e, di conseguenza, una riduzione dell’infiammazione intestinale.
I ricercatori hanno osservato che “questo studio dimostra che la moxibustione e l’agopuntura, nella mucosa intestinale di pazienti con malattia di Crohn, possono ridurre il numero di cellule Th17 e sottoregolare l’espressione di molecole correlate a Th17 come IL-17 e RORyt, aumentare il numero di cellule Treg e sovraregolare l’espressione del fattore di trascrizione di Treg, FOXP3”. Hanno, inoltre, aggiunto che “tali tecniche terapeutiche, nella mucosa intestinale di questi stessi pazienti possono regolare e ristabilire l’equilibrio tra Th17 e Treg,”.
Per garantire la validità dei risultati, lo studio randomizzato controllato ha messo a confronto quelli ottenuti con agopuntura e moxibustione con quelli di un gruppo di controllo sham-placebo e sono stati confermati dalla diagnostica per immagini, dall’endoscopia e dall’istopatologia. Il team di ricerca ha utilizzato le medesime procedure di agopuntura e moxibustione usate per ottenere i successi clinici.
Prima si sono osservati i cambiamenti cellulari indotti dall’agopuntura e dalla moxibustione e poi è stato ripetuto lo stesso esatto protocollo di trattamento che si è rivelato utile per i pazienti.
Citando Hoyhannisyan e coll. gli studiosi hanno notato che “uno squilibrio tra Th17 e Treg costituiva un punto chiave nella rottura dell’omeostasi intestinale e ciò forniva il maggior contributo allo sviluppo e progressione della malattia di Crohn”. Le cellule Th17 esercitano una risposta proinfiammatoria mentre le Treg (regolatori delle cellule T, soppressori delle cellule T) esercitano risposte antiinfiammatorie, soprattutto nel caso di disordini autoimmuni.
Il morbo di Crohn, che viene spesso interpretato come una patologia autoimmune, è caratterizzato da risposte pro-infiammatorie sregolate.
L’analisi ha dimostrato che l’agopuntura e la moxibustione regolano le cellule bilanciando, così, le risposte pro- e anti-infiammatorie.
Le proteine RORyt promuovono la differenziazione delle cellule in Th17 pro-infiammatorie; le cellule Th17 secernono citochine pro-infiammatorie inclusa IL-17 che crea potenti risposte pro-infiammatorie e questo causa la migrazione di neutrofili verso le infezioni come parte della cascata infiammatoria. L’agopuntura e la moxibustione modulano la riduzione di IL-17, RORyt e cellule Th17.
I ricercatori hanno aggiunto che “le cellule Th17 sono le cause maggiori dell’infiammazione nel morbo di Crohn” e IL-17 è correlata positivamente alla severità della malattia. Questo studio ha dimostrato che l’agopuntura e la moxibustione “hanno ridotto il numero delle cellule Th17 ed inibito l’espressione delle molecole correlate, IL-17 e RORyt, nella mucosa intestinale. Ciò ha aumentato anche il numero delle cellule Treg e l’espressione di FOXP3, fattore di trascrizione Treg specifico ripristinando, di conseguenza, il rapporto tra i due tipi di cellule”.
Si è notato che “una riduzione nel numero o nella funzione delle cellule Treg, può rappresentare la maggior causa patogenetica di morbo di Crohn. Le Treg possono sopprimere l’infiammazione della mucosa intestinale indotta da un’immunità innata o acquisita. Il FOXP3 e IL-2 promuovono la differenziazione delle cellule Treg. La riduzione del numero di cellule Treg e l’insufficienza della loro funzione può causare danno nella mucosa intestinale ed esitare in morbo di Crohn”. Le cellule Treg sono in grado di inibire la proliferazione di cellule Th e la susseguente produzione di fattori infiammatori sebbene, in altri casi, possano differenziarsi in cellule Th17.
La ricerca ha dimostrato che la riduzione di Treg e FOXP3, nella corrente sanguigna, è correlata al morbo di Crohn. Inoltre, in pz con malattia di Crohn, il rapporto tra Treg-cellule e Th17 è ridotto sia nella mucosa intestinale che nel circolo periferico.
E’ stato osservato che ” per il trattamento dell’infiammazione intestinale nel morbo di Crohn è essenziale il ripristino dell’equilibrio tra queste cellule”.
L’agopuntura e la moxibustione ristabiliscono l’equilibrio tra queste cellule e dimostrano anche miglioramenti clinici, significativamente positivi, nei pazienti.
TRATTAMENTO
L’agopuntura è stata applicata sui seguenti agopunti:
36ST – Zusanli; 37ST – Shangjuxu; 6MP – Sanyinjiao; 3R – Taixi; 4MP – Gongsun; 3F-Taichong.
Gli aghi di agopuntura utilizzati sono stati delle dimensioni 0.30 mm x 25-40 mm; la profondità è stata tra 20-30 mm e sono state utilizzate tecniche manuali per evocare la risposta de qi. Il tempo di mantenimento in sede degli aghi è stato di 30’ e, sia l’agopuntura che la moxibustione sono state somministrate 3 volte a settimana per 12 settimane, per un totale di 36 sessioni combinate di agopuntura e moxibustione.
La moxibustione è stata applicata ai seguenti punti:
25ST – Tianshu; 6VC – Qihai; 12VC – Zhongwan.
I coni della moxa utilizzati sono stati di 16 mm di altezza e 17 mm di diametro e sono stati posizionati sopra una tavoletta di erbe. Due coni di moxa sono stati accesi sulla tavoletta di erbe posta su ogni agopunto. Le tavolette di erbe sono fatte di una pasta ottenuta da una sottile polvere di erbe mista ad acqua e maltosio e la pasta è stata utilizzata per formare tavolette di 28 mm di diametro e 5 mm di altezza composte principalmente dalle seguenti erbe:
Coptis chinensis (Huang Lian) – Radix Aconiti Lateralis (Fu Zi, aconite) – Cortex Cinnamoni (Rou Gui, cinnamon bark) – Radix Aucklandiae (Mu Xiang) – Flos carthami (Hong Hua, saffron) – Salvia miltiorrhiza (Dan Shen) – Angelica sinensis (Dang Gui).
I pazienti con malattia di Crohn sono stati, spesso, trattati con corticosteroidi, immunosoppressori, aminosalicilati e farmaci anti TNF-alfa. Questo studio dimostra che l’agopuntura associata alla moxibustione porzionata con tavolette di erbe è un ulteriore regime di trattamento adiuvante per pazienti con Morbo di Crohn e la ricerca ha, inoltre, valutato come l’agopuntura e la moxibustione influiscano sulle risposte cellulari e sulle secrezioni, per ridurre l’infiammazione intestinale in tali pazienti.

Source: www.healthcmi.com/Acupuncture-Continuing-Education-News/1478-acupuncture-anti-inflammatory-crohn-s-disease-discovery

 

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