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L’AGOPUNTURA CONTROLLA L’EPILESSIA

L’agopuntura controlla l’epilessia e migliora il sonno. I ricercatori, in un esperimento di laboratorio, hanno testato l’elettroagopuntura (EA) per determinare gli effetti, sull’epilessia, della stimolazione a bassa frequenza (10Hz) sull’agopunto 20VB (Fengchi).
Gli esiti dell’EEG dimostrano che l’EA sopprime, significativamente, le scariche epilettiformi cerebrali e, simultaneamente, migliora la sequenza del sonno, inoltre, gli studiosi hanno scoperto un meccanismo biochimico responsabile degli effetti terapeutici dell’agopuntura.
Si è osservato che la capacità dell’agopuntura nel ridurre l’epilessia e l’associazione di questa con interruzioni del sonno ha importanti implicazioni terapeutiche.
I ricercatori hanno dichiarato che una procedura che sopprima l’epilessia e migliori il sonno sarebbe “ottimale per il controllo delle crisi”.
La moderna ricerca ha una base storica; gli studiosi hanno osservato che un antico classico cinese, il Lingshu Jing, documenta la capacità dell’agopuntura nel sopprimere l’attacco epilettico e ridurre l’insonnia.
Questo moderno esperimento conferma i principi e le indicazioni scritte nel Lingshu Jing, la chiave spirituale.
Citando sia studi clinici che sperimentali, è stato constatato che “l’epilessia ed il sonno s’influenzano reciprocamente” ed aggiungono che l’epilessia correlata al lobo temporale è legata alla frammentazione del sonno e diminuisce con un sonno valido mentre l’epilessia correlata al lobo frontale si lega all’instabilità del sonno ed alla fluttuazione dei risvegli”. Il sonno REM “diminuisce la suscettibilità all’attacco”.
L’esperimento di laboratorio dimostra che l’agopuntura migliora il sonno mentre, simultaneamente, sopprime l’epilessia.
La ricerca dimostra che, per la soppressione dell’epilessia, risulta efficace l’EA a 10Hz e non a 100Hz. E’ stato osservato che “la scelta della frequenza per la stimolazione di EA è una questione importante al fine di esercitare un effetto terapeutico”. Gli studiosi hanno notato che la stimolazione a bassa frequenza del punto 20 VB sopprime l’epilessia e “blocca l’interruzione del sonno…”, inoltre, i risultati di laboratorio dimostrano che i recettori oppioidi mediano gli effetti della stimolazione di EA”.
Si citano ricerche che dimostrano che i peptidi oppioidi ed i loro recettori mediano gli effetti terapeutici dell’agopuntura.
Han e coll. hanno dimostrato che l’EA a 2Hz stimola l’incremento di metencefalina ma non dinorfina, tuttavia, l’EA a 100Hz aumenta il rilascio di dinorfina e non metencefalina. Nell’esperimento sull’epilessia, la somministrazione di naloxone, un antagonista dei recettori oppioidi, a topi di laboratorio, ha bloccato la capacità dell’EA, di sopprimere l’epilessia. Gli studiosi hanno aggiunto che ciò “è conforme ai risultati che indicano il naloxone come bloccante l’effetto anticonvulsivante della morfina”.
Nei topi epilettici dell’esperimento il naloxone ha anche bloccato la capacità dell’EA a 10Hz di migliorare il sonno. Si è osservato che i recettori oppioidi mediano le risposte terapeutiche dell’EA sulla soppressione dell’epilessia e dei problemi del sonno correlati.
Yi e coll. hanno riesaminato importanti statistiche in materia di epilessia. Gli studiosi hanno indicato che il 70% dei casi di epilessia “possono essere controllati dagli attuali farmaci antiepilettici, tuttavia, ricorrono episodi convulsivi nel 30% dei pazienti che, nonostante la somministrazione del dosaggio ottimale, non rispondono ad alcuna somministrazione di farmaci di prima linea. Anche l’interruzione del sonno “determina un peggioramento nella progressione dell’epilessia”.
La nuova ricerca indica che l’EA a bassa frequenza dimostra importanti implicazioni terapeutiche per pazienti affetti da epilessia e disturbi del sonno correlati.
In ricerche collegate gli studiosi del Ninth People’s Hospital of Henan, hanno diviso, in maniera random, 60 pazienti con epilessia, in due gruppi, un gruppo di agopuntura ed uno di controllo.
Il gruppo di controllo è stato sottoposto solo a terapia farmacologica con valproato di sodio mentre il gruppo di agopuntura è stato sottoposto sia a craniopuntura che ad agopuntura somatica più valproato di sodio.
Il gruppo dell’ agopuntura ha dimostrato risultati significativamente superiori sui pazienti rispetto al gruppo della sola assunzione farmacologica.
La craniopuntura è stata applicata all’area toracica, all’area di controllo epilettico ed a quella del tremore da corea.
L’agopuntura somatica è stata applicata su:
20VB (Fengchi) – 20VG (Baihui) – Ex-HN1 (Sishencong) – Ex-HN3 (Yintang) – 26VG (Shuigou) – 6MC (Neiguan) – 4GI (Hegu) – 36ST (Zusanli) – 40ST (Fenglong) – 6MP (Sanyinjiao) – 3F (Taichong).
La tecnica di sollevamento e puntura con l’ago (metodo del su e giù dell’ago) è stata applicata sui punti 26 VG, 6MC, Yintang, 20VG, Sishencong e 4GI mentre il metodo di tonificazione-dispersione è stato applicato ad altri punti fino al momento in cui il paziente ha sperimentato l’arrivo del deqi. Gli aghi sono stati tenuti in sede per 30’ ed un ciclo di cure è durato, in totale, 10 giorni. Tra un ciclo e l’altro ci sono stati 2 giorni di sospensione ed il periodo di trattamento è stato di tre mesi.
A seguito del completamento della terapia agopunturistica, un totale di 12 pazienti di agopuntura ha mostrato di non avere sintomi correlati all’epilessia per, come minimo, un anno. Un totale di 9 pazienti ha mostrato eccellenti miglioramenti e 6 pazienti hanno mostrato miglioramenti moderati.
Il totale tasso di efficacia ottenuto dal gruppo di agopuntura è stato del 90% in confronto al 73,33% del gruppo di controllo con uso del farmaco. I ricercatori hanno concluso che l’agopuntura, associata al valproato di sodio possiede un effetto clinico sinergico che porta al miglioramento dei risultati sul paziente.
AGOPUNTURA AURICOLARE e CRANIOPUNTURA
Lin e coll. hanno condotto un esperimento di laboratorio su due tipi di agopuntura che si sono rivelati entrambi di successo nell’arrestare gli attacchi epilettici. L’agopuntura auricolare e l’EA somatica hanno ridotto la sovraeccitazione neuronale e, simultaneamente, bloccato l’attacco epilettico.
I ricercatori hanno valutato la capacità dell’agopuntura nel regolare il TRPA1, canale ionico di segnale localizzato sulla membrana plasmatica cellulare. Il gene che codifica la proteina TRPA1 è attivo nel dolore acuto e nell’infiammazione neurogena. L’agopuntura auricolare e l’EA si sono dimostrare capaci di arrestare l’infiammazione correlata agli attacchi epilettici e, contemporaneamente, sottoregolare il TRPA1 nell’ippocampo. I risultati sono stati confermati dall’analisi Western Blot, EEG ed EMG.
Il gruppo di agopuntura auricolare è stato sottoposto, in ogni seduta, a stimolazione di EA dall’apice al lobo auricolare per 20’ sull’orecchio sin e 10’ sul dx mentre al gruppo di EA somatica è stata somministrata l’EA a 2Hz dall’agopunto 36ST al 37ST. Entrambi i gruppi sono stati trattati tre giorni a settimana per un totale di 6 settimane e i due tipi di agopuntura, auricolare e somatica sono state efficaci nel fornire sollievo dagli attacchi epilettici ed hanno regolato il canale ionico di segnale TRPA1 ed altre vie di segnalazione supplementari: PKC, pERK1/2.
I ricercatori hanno osservato che “questi nuovi risultati sono notevoli ed interessanti e rivelano gli effetti curativi determinanti della EA auricolare”.

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