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L’AGOPUNTURA RISULTA  EFFICACE   NELLA SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE
In questo articolo, verranno passate in rassegna le seguenti importanti scoperte: i migliori risultati ottenuti con l’Agopuntura rispetto all’utilizzo della ventilazione non invasiva con nCPAP (Nasal Continuous Positive Airway Pressure – Pressione positiva continua nelle vie aeree) macchina utilizzata per incrementare l'ossigenazione del sangue, come misurato da AHI (indice di apnea-ipopnea) e il  superamento dei livelli di controllo, come riscontrato anche attraverso la misurazione degli indici di apnea, ipopnea, e dei parametri di saturazione di ossigeno.
In primo luogo bisogna considerare la fisiopatologia dell’apnea notturna e quale terapia standard sia utilizzata per trattarla.
L’apnea notturna, spesso si associa al russare, condizione in cui le vie aeree sono soggette a restrizioni durante il sonno, di solito a causa di un'anomalia anatomica o di ridotta funzione della muscolatura addetta alla dilatazione delle vie aeree superiori. Ciò significa che la persona colpita da apnea notturna sarà soggetta a episodi di esacerbazione per tutta la notte in cui smette di respirare durante il sonno anche molte volte nel corso della notte, riducendo i livelli di ossigeno corporeo. Si tratta di una patologia in aumento che si traduce in una diminuzione della qualità della vita e della salute in generale.
La sindrome da apnea notturna determina sonnolenza, irritabilità, depressione, riduzione della concentrazione e della memoria, disfunzione erettile e, inoltre,  stato di sofferenza cardiaca e metabolica. Può colpire adulti e bambini, ma tende ad essere più comune negli uomini e in persone con preesistenti condizioni predisponenti quali obesità, problematiche tiroidee e ostruzione nasale e anche l'assunzione di alcolici.
Per via delle ripercussioni della sindrome da apnea notturna, sull’aumento dei problemi di salute delle persone affette e sulla diminuzione di concentrazione in ambito lavorativo, questa condizione può diventare un vero e proprio onere a livello economico per cui, è importante sia diagnosticarla che trattarla subito.
Benchè ci siano altri metodi disponibili, il trattamento standard per l’apnea notturna, in genere, comporta l’utilizzo di una macchina chiamata CPAP (pressione positiva continua nelle vie aeree), costituita da una maschera o tubo che va sulla bocca e/o sul naso e fornisce ossigeno di continuo. Se usato correttamente, il nCPAP è efficace nel gestire l'apnea e la respirazione superficiale, nota come ipopnea, supplendo, così, alla carenza di ossigeno ematico causata dalla sindrome. Controllando i livelli di ossigeno, i sintomi legati all’apnea notturna, come la stanchezza ed i disturbi cardiovascolari, vengono alleviati e il paziente recupera un miglioramento della qualità della vita.
Nei pazienti con sindrome da apnea  notturna grave, ostruttiva, causata da anomalie anatomiche o nei casi in cui la nCPAP non risolve o è insufficiente, può essere consigliabile l’applicazione di un dispositivo odontoiatrico.
Nei casi in cui l'anomalia anatomica sia molto evidente, come nell’ingrandimento delle tonsille palatine o linguali anche la chirurgia può divenire utile, tuttavia, per la riduzione delle restrizioni delle vie aeree superiori, il trattamento standard con il nCPAP è un metodo dimostrato che, di conseguenza, migliora la qualità della vita.
Nonostante ciò, talvolta, i pazienti riferiscono disagio  e scomodità nell’applicazione della maschera sul viso o al naso e questa non può essere una soluzione permanente per risolvere la sindrome delle apnee notturne.
Per i pazienti che vivono con difficoltà l’utilizzo della nCPAP può divenire una possibile soluzione alternativa  la medicina complementare (CAM - Complementary and Alternative Medicines), soprattutto per quanto riguarda gli effetti collaterali come la stanchezza e la scarsa qualità del sonno.
L'agopuntura si pratica da migliaia di anni in Cina per diverse situazioni ed è una modalità di approccio terapeutico corrente in ambito CAM ma, per via della quantità limitata di dati esistenti che dimostrano l'efficacia dell'agopuntura nel trattamento delle apnee notturne, Zheng-tao e i suoi collaboratori hanno iniziato a fare una meta-analisi degli studi di controllo randomizzati esistenti, codificando, in tal modo, i dati dalla letteratura medica disponibile fino al mese di  Ottobre 2015, quando è iniziato questo studio.
I ricercatori hanno vagliato articoli scientifici in varie lingue utilizzando termini medici di ricerca quali "apnea notturna ostruttiva", "sindrome da apnea notturna e resistenza delle vie aeree superiori", e "terapia agopunturistica"; per quanto riguarda la ricerca sul database Cinese hanno utilizzato i termini di ricerca "zhen" e "shuimian" o "ditongqi."
I rapporti e le relazioni, effettuate nell’ambito di questo grande studio dovevano includere soggetti partecipanti con diagnosi di apnea ostruttiva del sonno (OSA – Obstructive Sleep Apnea), ma non c'erano restrizioni su età, sesso o razza.
I pazienti dei gruppi sperimentali sono stati sottoposti sia ad agopuntura senza stimolazione elettrica che ad elettroagopuntura, mentre i gruppi di controllo non sono stati sottoposti ad alcun trattamento o hanno utilizzato nCPAP.
Nel gruppo di controllo è stato inserito quello dell'agopuntura sham, che è essenzialmente un effetto placebo in cui i pazienti credono di essere sottoposti a trattamento agopunturistico ma, in realtà, non vengono infissi aghi oppure vengono posizionati su punti non di agopuntura.
Non c'è stata differenza riguardo la scelta degli aghi o dei punti terapeutici per indicare che questo studio, nel suo complesso, era mirato, alla valutazione dei meccanismi generali dell’agopuntura e non all’efficacia di protocolli di trattamento specifici.
I ricercatori hanno incluso solamente studi clinici randomizzati e controllati, e qualcuno comprendente esperimenti su animali mentre sono stati esclusi casi clinici, recensioni, o repliche.
I due ricercatori, Zheng-tao e Wen-Xiu Jian, hanno revisionato ogni articolo ed estratto i dati necessari utilizzando metodi di raccolta standardizzati. Hanno valutato la qualità metodologica degli studi selezionati utilizzando uno strumento chiamato Cochrane Collaboration, il che significa che ogni articolo è stato valutato per escludere possibili parzialità da parte dei ricercatori originali che avrebbero potuto eventualmente contaminare i risultati.
Il rischio di deviazione è stato considerato basso, alto, o incerto, ed è stato valutato da due ricercatori diversi portando, tutto questo, all’abbandono di circa 216 possibili studi, con riduzione a solo sei che hanno soddisfatto tutti i rigorosi requisiti di inclusione stabiliti dai ricercatori.
Due degli studi sono stati condotti in Brasile mentre gli altri quattro da scienziati cinesi all'interno di un unico centro. Tra il 2007 e il 2015 si è riscontrato un numero globale di 362 partecipanti iscritti nelle varie sperimentazioni (197 pazienti nel gruppo agopuntura e 165 nel gruppo di controllo, di età compresa tra 35 e 76 anni).
I risultati dello studio si sono basati sull’indice apnea-ipopnea (AHI – Apnea-Hypopnea Index), indice apnea, ipopnea, e livelli medi di SAO2, che è la percentuale di saturazione di ossigeno nel sangue.
Ciò che è emerso è stato sorprendente. I ricercatori hanno scoperto che l'agopuntura è più efficace nel miglioramento di tutti gli indici AHI e dei livelli di saturazione di ossigeno rispetto al trattamento aspecifico e che l’elettroagopuntura risulta ancora più efficace ma più sorprendente è che l'agopuntura, in questi studi, si è dimostrata più efficace anche rispetto alla   nCPAP nel migliorare gli indici AHI  non provocando neppure effetti collaterali.
L'obiettivo del trattamento dell’apnea ostruttiva durante il sonno è quello di ridurre sia l’interruzione di questo che i livelli degli indici AHI in modo da migliorare la salute generale e la qualità della vita.
Pur essendo la nCPAP molto efficace nel trattamento della sindrome delle apnee ostruttive notturne, a tutti i pazienti risulta complicata per via della maschera ingombrante da porre sul viso, e per i costi per ottenerla.
Negli studi inclusi in questa analisi, l'agopuntura ha notevolmente migliorato i risultati di tutte le metodiche di misurazione utilizzate per valutare l'efficacia del trattamento. I ricercatori hanno deliberatamente scelto di utilizzare gli indici AHI,  e i livelli di saturazione di ossigeno per giudicarne l'efficacia perchè riducono il rischio di deviazione potendo essere, tutti questi dati,  registrati direttamente durante la notte con la polisonnografia (PSG), che è il normale di test utilizzato per diagnosticare l’apnea ostruttiva del sonno.
Sono state incluse nella sperimentazione sia agopuntura che l’elettroagopuntura in quanto, ciascuna differisce in parte dall’altra nel meccanismo di azione; ad esempio, l’elettroagopuntura provoca il rilascio di beta-endorfina e di ormoni adrenocorticotropi in plasma sanguigno, mentre l'agopuntura rilascia solo beta-endorfine.
Tutti gli studi utilizzati nella meta-analisi hanno associato protocolli di agopuntura ed elettroagopuntura variando le impostazioni della frequenza nei dispositivi applicati nei differenti protocolli di trattamento e ne hanno dimostrato l’efficacia nella sindrome da apnea notturna seppure non sia stato possibile trarre conclusioni su quale tipo di protocollo agopunturistico sia più efficace.
In sintesi, sia l’agopuntura senza l’utilizzo di stimolazione elettrica che l’elettroagopuntura, si sono dimostrati trattamenti efficaci per la terapia dell’apnea del sonno, migliorando gli indici di apnea, ipopnea e i livelli SaO2 nel sangue, misure standard per mostrare il successo del trattamento.
Sono necessarie ulteriori ricerche prima di affermare in maniera definitiva che l'agopuntura è più efficace dell’utilizzo di nCPAP ma è chiaro che è alla pari ed è una terapia provata rispetto ai gruppi di controllo.
L’agopuntura, quindi, risulta essere una valida alternativa per i pazienti che altrimenti devono sostenere il costo della nCPAP oppure adattarsi ad indossare l’ingombrante maschera
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