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agopuntura contro infiammazione PDF Stampa E-mail
Identificato il segnale antinfiammatorio dell’Agopuntura

Struttura cristallina del TNF-α  
Alcuni ricercatori Coreani hanno identificato il meccanismo attraverso cui, in Agopuntura, la stimolazione del punto 36ST (Zusanli) produce un effetto anti-infiammatorio; tale modalità terapeutica, infatti, allevia l’infiammazione sistemica attraverso una sottoregolazione del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α).
Testando le reazioni di una neurectomia splenica o di una vagotomia sui livelli di TNF-alfa a livello cerebrale e splenico, Lim e coll. hanno riscontrato che gli effetti anti-infiammatori del punto 36ST (Zusanli) dipendono dal percorso del nervo vago. Sia il trattamento manuale (MAC – Manual Acupuncture) che l’Elettroagopuntura (EAC – Electric Acupuncture) inducono la generazione della proteina c-Fos ma soltanto la MAC produce un effetto di sottoregolazione del TNF-α,  mentre l’EAC, quando applicata al 36ST, produce l'effetto opposto.
L'infiammazione cronica è coinvolta in una varietà di processi patologici ed è parte della risposta naturale del corpo alle lesioni, ma la persistenza di tale condizione può creare ulteriori danni.
Esistono una serie di fattori legati all’infiammazione cronica, tra cui il TNF-α che, come un pirogeno endogeno, è coinvolto, principalmente, nella regolazione delle cellule immunitarie. E’ in grado di indurre febbre, infiammazione, apoptosi, inibizione della crescita tumorale e della replicazione virale, tuttavia, la sua disregolazione è implicata nei processi di una serie di patologie, tra cui la depressione maggiore, il cancro, la psoriasi, la malattia di Alzheimer e le malattie infiammatorie intestinali (IBD).
In questo studio, i ricercatori hanno utilizzato il lipopolisaccaride (LPS) per indurre la produzione di TNF-α in topi di laboratorio. Successivamente, hanno effettuato, in tempo reale, un’analisi del DNA attraverso la reazione a catena della polimerasi (PCR – Polimerase Chain Reaction), che “ha dimostrato che l’mRNA del TNF-α veniva fortemente indotto in sede splenica dopo somministrazione di LPS e sottoregolato dalla stimolazione agopunturistica manuale (MAC – Manual Acupuncture).”
I topi sono anche stati sottoposti ad una neurectomia splenica o ad una vagotomia per discernere quale via nervosa fosse incaricata di trasmettere le risposte anti-infiammatorie indotte dai trattamenti di Agopuntura e si è scoperto che i livelli di TNF-alfa, diminuiti con l’Agopuntura manuale (MAC), si sono alzati nuovamente nei topi sottoposti a neurectomia splenica e vagotomia, suggerendo che il “TNF-α indotto nella milza e nel siero, a seguito di  somministrazione di LPS, può essere modulato attraverso la stimolazione agopunturistica (AS – Acupuncture Stimulation) .”
Un altro studio ha mostrato che il CNQX (6-cyano-7-nitroquinoxaline-2,3-dione) (bloccante del recettore AMPA - Alfa¬Amino¬3¬Hydroxy¬5¬Methyl¬4¬Isoxazolepropionic Acid) ed il PPADS (Pyridoxal phosphate-6-azo(benzene-2,4-disulfonic acid) tetrasodium salt hydrate - antagonista purinergico selettivo) – entrambi inibenti il  complesso dorso-vagale (DVC) – riducono anche il TNF-α splenico, che implica il coinvolgimento diretto del nervo vago nella modulazione del TNF-α.
Il nervo vago è il nervo cranico meglio conosciuto deputato all’innervazione dei visceri. Tuttavia, “l’incremento delle evidenze dimostra che l'attività del nervo vago non è importante solamente per la regolazione omeostatica degli organi interni, ma anche per la regolazione delle reazioni infiammatorie patologiche; in tal modo, il nervo vago funziona da ponte tra il sistema nervoso ed immunitario. In particolare, la stimolazione del nervo vago (VNS – Vagus Nerve Stimulation) può attivare il recettore nicotinico dell’acetilcolina a7, sui macrofagi nella milza “.
La risposta colinergica, mediata dal nervo vago attraverso un riflesso infiammatorio,  controlla direttamente la risposta proinfiammatoria, infatti, diverse patologie infiammatorie tra cui l'artrite reumatoide, il diabete e l'obesità, vengono regolate dal “riflesso colinergico anti-infiammatorio”.
Ricerche precedenti hanno, inoltre, rilevato che l'insulino-resistenza è causata dall’infiammazione cronica derivante da una disregolazione immunitaria e metabolica e che una diminuzione dell'attività del nervo vago risulta essere  correlata  all'obesità.  
“L’attivazione colinergica selettiva, con la mediazione dell’efferenza del nervo  vago sul riflesso infiammatorio, può sopprimere l'infiammazione associata all'obesità e risolvere le complicanze metaboliche. Questi risultati fanno ipotizzare l’intrigante possibilità che una disregolazione del segnale nervoso mediato dal nervo vago contribuisca alla patogenesi dell'obesità e delle comorbidità correlate “.
L'obesità ha raggiunto livelli epidemici in molti paesi ed è un precursore di molte malattie croniche, tra cui il diabete. L’infiammazione cronica è “uno step critico nella patogenesi dell’insulino-resistenza e del diabete mellito di tipo 2.
I meccanismi colinergici del riflesso infiammatorio, negli ultimi 2 anni, sono stati implicati nell’attenuazione dell'infiammazione correlata all'obesità ed alle complicanze metaboliche e questa conoscenza ha condotto alla presa in esame di nuovi approcci terapeutici nel trattamento dei disturbi correlati all'obesità.”
L'effetto anti-infiammatorio del punto 36ST (Zusanli) è stato studiato anche da altri ricercatori. Uno studio condotto presso la Rutgers University (New Jersey) ha rilevato che “stimolando il punto 36ST (Zusanli) con una corrente elettrica che passa attraverso l’ago infisso, si attivano due vie nervose nei topi che hanno portato ad un effetto biochimico in grado di calmare una reazione infiammatoria simil settica, indotta”, stimolando il rilascio, da parte delle ghiandole surrenali, del neurotrasmettitore antinfiammatorio dopamina.
Tracciando il percorso nervoso a livello della posizione del punto 36ST (Zusanli), si è scoperta l’ascesa del nervo sciatico verso il midollo spinale ed il cervello e la discesa del nervo vago verso le ghiandole surrenali.
Un altro studio, condotto presso la Daejeon University (Corea del Sud), ha osservato che, attraverso l’applicazione di Elettroagopuntura (EA) sul punto 36ST (Zusanli), si è ridotta l'incidenza dell’artrite collagene-indotta (CIA – Collagen-Induced Arthritis), comunemente utilizzata per studiare gli effetti dell’artrite reumatoide, “così come si è evitata la distruzione istologica dell’articolazione suggerendo che l’Elettroagopuntura (EA) sul punto 36ST (Zusanli) può, dunque, ridurre incidenza dell’artrite e prevenire la distruzione articolare propria della CIA“. Attraverso il decremento del processo infiammatorio è, inoltre, possibile prevenire ulteriori danni.
L'infiammazione cronica è legata ad una vasta gamma di situazioni correlate alla salute, molte delle quali aumentano la morbilità per cui risulta essere di fondamentale importanza trovare il modo di alleviare l'infiammazione. Secondo la ricerca sopracitata, i fattori splenici influenzano l'infiammazione e ciò è coerente con la teoria Medicina Tradizionale Cinese (MTC) secondo cui la regolazione della milza è intesa a risolvere quella che viene definita 'umidità', che può manifestarsi nel corpo in una varietà di modi, tra cui l'infiammazione e l'obesità.
I ricercatori, in tale indagine, hanno chiarito il meccanismo d'azione con cui la milza interviene nell’infiammazione sistemica e la complessità dei percorsi neurali attraverso cui questi segnali viaggiano.
Questo studio fornisce solide fondamenta per ulteriori sperimentazioni in quanto la presenza di un marcatore sierico (TNF-α) di infiammazione cronica fornisce una misurazione oggettiva per la valutazione degli effetti dei trattamenti di Agopuntura sulla modulazione di malattie infiammatorie croniche.
Gli stessi agopuntori, utilizzando le misurazioni del TNF-alfa per capirne gli effetti sulla infiammazione, sono in grado di comprendere meglio le modificazioni biochimiche sistemiche indotte dai trattamenti agopunturistici.
Lin e coll. in una ricerca correlata, effettuata presso la University of South Florida (Tampa) e la Fujian University of Traditional Chinese Medicine (Fuzhou) hanno dimostrato che l'Agopuntura allevia il dolore utilizzando, almeno in parte, la regolazione dell’attività delle cellule microgliali.  
L'agopuntura riduce “la proliferazione della microglia e degli astrociti e migliora il recupero funzionale  post-lesionale midollare spinale (SCI – Spinal Cord Injury) .... esercitando un notevole effetto analgesico sulle lesioni del midollo spinale e inibendo anche la produzione di cellule microgliali attraverso attenuazione dell’attivazione di p38MAPK ed ERK (protein-chinasi attivate da mitogeni) “.
Il loro studio constata “la capacità dell'Agopuntura nel produrre analgesia in caso di dolore neuropatico, sopprimendo l’attivazione della microglia”. Il finanziamento per la ricerca è stato fornito dal Dipartimento della Difesa statunitense, dalla University of South Florida Neurosurgery and Brain Repair e dalla James and Esther King Biomedical Research Foundation.
Gli studiosi hanno anche evidenziato che l'Agopuntura previene i danni delle strutture cerebrali e che l’Elettroagopuntura, “impedendo l'attivazione della microglia”, riduce il danno ossidativo dell’ippocampo.
La loro ricerca, comunque, non è stata l’unica, si fa riferimento anche a molte altre in cui si è dimostrato che specifiche reazioni biochimiche terapeutiche sono state stimolate proprio attraverso l'Agopuntura.
Ai fini della gestione del dolore, tale menzione offre la speranza di un'integrazione dell’Agopuntura nei protocolli medici convenzionali.
Lin ed il suo staff hanno considerato anche le conclusioni tratte dai ricercatori dell'Università del Maryland (Baltimora), secondo cui “l’Elettroagopuntura, attraverso meccanismi periferici, spinali e sopraspinali, blocca il dolore attivando una serie di sostanze chimiche bioattive, tra cui gli oppioidi, che desensibilizzano i nocicettori periferici e riducono le citochine pro infiammatorie, perifericamente e nel midollo spinale, e la serotonina e la noradrenalina, che riducono la fosforilazione della subunità GluN1 del recettore spinale N-metil-D-aspartato.”
La suddetta ricerca ha fornito importanti valutazioni scientifiche in materia di specificità della stimolazione dei punti di Agopuntura ed ha dimostrato che quest’ultima produce risposte biologiche sia analgesiche che antiinfiammatorie.
I dati oggettivi permettono la valutazione dei meccanismi d’azione specifici ed aiutano ad ottenere una maggiore comprensione di come tale tecnica susciti  risposte positive.

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